Scambio linguistico

Barbara Cassin e le parole che ci sfuggono

Tra le novità segnalate dall’Académie française, un libro mi ha subito spinto a parlarne qui: Les Mots qui fuient di Barbara Cassin, in uscita per Flammarion il 30 settembre 2026. Quando si passa il tempo a imparare e a scambiare lingue, la domanda su come le parole ci lascino tocca da vicino.

Il punto di partenza è semplice: come sfuggono le parole, esistono modi per trattenerle e che cosa fa l’invecchiamento al linguaggio? Per rispondere, l’autrice, membro dell’Accademia, ha scelto il dialogo. Parla con il poeta Michel Deguy, i neuroscienziati Laurent Cohen, Raphaël Gaillard e Marc Verny, gli psicoanalisti Françoise e Jean-Jacques Gorog, la regista Nurith Aviv, il filosofo Alain Badiou, l’antropologa Vinciane Despret, ma anche con diverse intelligenze artificiali messe in opera da Daphné Marnat.

Il filo conduttore si riduce a una domanda: l’oblio è la condizione della memoria? Attraverso questi scambi, il libro guarda insieme all’invecchiamento personale e al nostro tempo.

Una frase citata nella presentazione mi ha colpito: «L’oblio comincia dai nomi propri». Chiunque abbia cercato un nome sulla punta della lingua, nella propria lingua madre o in una straniera, sa di cosa si tratta.

Non l’ho ancora letto, quindi non dirò nulla sulla sua riuscita. Trovo però interessante, in un libro sulla memoria delle parole, aver scelto come interlocutrici anche delle intelligenze artificiali. Mi piacerebbe leggere le vostre esperienze di parole che volano via, in qualunque lingua.

Fonte: Académie française

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