Droni FPV

Hack del BETAFPV P1 Air Unit: il video di un altro attraverso il collegamento radio digitale

Su Habr è uscita un'analisi dettagliata del trasmettitore video digitale BETAFPV P1 Air Unit. L'autore spiega che il mercato dei sistemi video FPV contava pochi produttori digitali, che si potevano contare su una mano: DJI, Walksnail, HDZero e Siyi. Ora anche BETAFPV, HGLRC e altri hanno lanciato i propri sistemi, e gli appassionati hanno subito notato che tutti usano le stesse schede con chip Artosyn.

All'interno del P1 Air Unit c'è un SoC Artosyn AR9311 con Linux 4.9 e BusyBox, mentre il collegamento radio è gestito da un chip AR8030 separato con FreeRTOS. L'autore ha trovato una UART con console root, e la password è saltata fuori tra alcune varianti legate al contesto. È proprio il caso in cui il produttore evidentemente non si aspettava che qualcuno guardasse dentro.

La parte più interessante viene dopo. Sostituire l'intero flusso dell'encoder non ha funzionato: gli occhiali lo decodificano, ma non in modo stabile. Così l'autore ha usato LD_PRELOAD per intercettare la funzione che invia i fotogrammi all'encoder H.265 hardware, sostituendo i pixel in ingresso. Gli occhiali mostrano quindi un'immagine estranea come se arrivasse dalla telecamera originale. Un dettaglio curioso: l'encoder comprime ogni fotogramma 1080p in due strisce indipendenti (1920×560 e 1920×552), probabilmente per ridurre la latenza.

Secondo me articoli come questo sono utili anche a chi vola e basta: spiegano come sono fatti i nuovi sistemi digitali economici e perché sono così facili da studiare. Chi si interessa di reverse engineering dovrebbe leggerlo per intero.

Fonte: Habr

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