Cassette e audio vintage

Perché la cassetta audio torna nel 2026 e su cosa ascoltarla

Il blog di Son-Vidéo.com ha pubblicato a marzo 2026 un lungo articolo sul ritorno della cassetta, e l’ho letto volentieri. Il punto di partenza è un formato che si credeva sepolto prima dal CD e poi dallo streaming, e che invece torna ad attirare le nuove generazioni. Cercano un oggetto da tenere in mano e un modo di ascoltare più lento.

L’articolo parte dalla storia. Philips lanciò la cassetta compatta negli anni Sessanta, che si diffuse negli impianti hi-fi, nelle autoradio e nei walkman, finché il CD di Sony e Philips non la sostituì negli anni Ottanta e Novanta. Oggi torna come scelta alternativa più che come formato di massa. Alcuni artisti continuano a pubblicare album in tiratura limitata, e l’associazione Intertapes digitalizza cassette anonime ritrovate o abbandonate, che considera testimonianze culturali.

L’autore collega questo movimento a una tendenza allo “stile di vita analogico”. Di fronte alla saturazione digitale e alle raccomandazioni automatiche, si sceglie un lato del nastro e si ascolta l’album nell’ordine originale, con un suono imperfetto ma caldo. Cita anche un articolo della CNN del gennaio 2026 sugli hobby analogici.

I consigli sull’hardware sono concreti. Per l’uso in mobilità ci sono il Muse M-152, di fascia base, il più raffinato FiiO CP13 o il lettore We Are Rewind. Per casa, il registratore Teac W-1200, che si collega a un impianto hi-fi, e il Teac AD-850-SE/B, che unisce lettore CD e piastra a cassette con registrazione MP3 via USB.

Mi è rimasto impresso il passaggio sulle compilation registrate dalla radio, in cui spesso si perdeva l’inizio di un brano. È proprio quell’imperfezione a dare loro un valore affettivo. La cassetta non tornerà probabilmente a dominare, ma il suo ritorno invita a un ascolto più consapevole.

Fonte: Blog Son-Vidéo.com

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