Damietta punta sui mobili nati nelle botteghe degli antenati
Ho letto un lungo reportage sulla produzione di mobili a Damietta, e ciò che mi ha colpito è come un mestiere ereditato dai nonni stia diventando un sistema industriale completo. La città del mobile di Damietta si trova nella zona di Shata, nel delta del Nilo, dove la strada costiera internazionale incrocia la strada Port Said–Damietta. Si estende su circa 331 feddan ed è descritta come la prima e più grande zona industriale specializzata in mobili e industrie collegate del Medio Oriente.
La città conta 54 hangar che ospitano circa 1.348 fabbriche e laboratori, oltre a un centro di tecnologia del mobile, laboratori comuni al servizio dei piccoli artigiani, negozi, uffici amministrativi, una banca, una stazione di polizia, una caserma dei vigili del fuoco e un ambulatorio medico. L'idea è che l'artigiano trovi quasi tutto ciò di cui ha bisogno in un solo luogo, dal laboratorio al marketing.
Gli spazi sono calibrati su ogni dimensione. Ci sono 75 fabbriche specializzate, da 1.000 a 10.000 metri quadrati, mentre un piccolo laboratorio occupa tra 100 e 150 metri quadrati. I laboratori piccoli e medi occupano circa 72,1 feddan, le grandi fabbriche circa 50, il complesso espositivo circa 20,9 e il complesso delle industrie collegate circa 9,76, che comprende colle, vernici, spugne e accessori.
Secondo il reportage, la visione si fonda sul documento del piano di sviluppo economico e sociale presentato dal ministro della Pianificazione, Ahmed Rostom, e approvato da entrambe le camere del Parlamento. Punta all'espansione e all'esportazione, e a trasformare il «mobile di Damietta» da nome famoso a marchio egiziano capace di competere sui mercati regionali e globali. Mi fa piacere vedere la falegnameria tradizionale ricevere tutta questa attenzione, e spero che il sapere delle mani resti al centro di questo sviluppo.
Fonte: Youm7
La città conta 54 hangar che ospitano circa 1.348 fabbriche e laboratori, oltre a un centro di tecnologia del mobile, laboratori comuni al servizio dei piccoli artigiani, negozi, uffici amministrativi, una banca, una stazione di polizia, una caserma dei vigili del fuoco e un ambulatorio medico. L'idea è che l'artigiano trovi quasi tutto ciò di cui ha bisogno in un solo luogo, dal laboratorio al marketing.
Gli spazi sono calibrati su ogni dimensione. Ci sono 75 fabbriche specializzate, da 1.000 a 10.000 metri quadrati, mentre un piccolo laboratorio occupa tra 100 e 150 metri quadrati. I laboratori piccoli e medi occupano circa 72,1 feddan, le grandi fabbriche circa 50, il complesso espositivo circa 20,9 e il complesso delle industrie collegate circa 9,76, che comprende colle, vernici, spugne e accessori.
Secondo il reportage, la visione si fonda sul documento del piano di sviluppo economico e sociale presentato dal ministro della Pianificazione, Ahmed Rostom, e approvato da entrambe le camere del Parlamento. Punta all'espansione e all'esportazione, e a trasformare il «mobile di Damietta» da nome famoso a marchio egiziano capace di competere sui mercati regionali e globali. Mi fa piacere vedere la falegnameria tradizionale ricevere tutta questa attenzione, e spero che il sapere delle mani resti al centro di questo sviluppo.
Fonte: Youm7
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