Cosa restituisce ogni decennio al guardaroba del 2026
Mi sono imbattuta in una panoramica decennio per decennio su ciò che torna quest'anno, e si legge come un promemoria utile per chi compra vintage. In breve: non si cerca più il costume completo dalla testa ai piedi. Basta un capo di un'epoca passata per ancorare un outfit moderno.
Gli anni Quaranta portano la struttura: vita segnata, cuciture a principessa, spalle definite ma non imbottite, e il tailleur con gonna in misti di lana, raso di cotone o tessuti tipo rayon. Gli anni Cinquanta sono indicati come il decennio di riferimento del 2026. Le silhouette fit-and-flare circolano dal New Look di Dior del 1947, e la variante attuale è una stampa vivace, con ciliegie, motivi tropicali o gatti, su una gonna ampia abbinata a un semplice top in maglia.
Gli anni Sessanta si vedono in chiave mod: abiti a trapezio, color blocking, colletti a contrasto, bottoni decorativi oversize, orli sopra il ginocchio con collant coprenti. Gli anni Settanta guardano al boho: pantaloni a gamba larga, camoscio, camicette stile prairie e abiti midi in senape, verde oliva, ruggine e crema. L'articolo dice che l'atmosfera è più vicina a Laurel Canyon che allo Studio 54, con una piccola vena romantico-medievale di bustier lacciati e maniche a campana.
In passerella, gli anni Ottanta sono la grande storia della primavera 2026: spalle importanti, blazer oversize e toni gioiello, con Chloé, Schiaparelli ed Elie Saab citate da Parigi. Gli anni Novanta rispondono con minimalismo, slip dress e linee pulite nei neutri. Un consiglio di styling che ho apprezzato è abbinare una canotta di seta in stile anni Novanta a un cardigan dal taglio anni Cinquanta.
Personalmente trovo più interessante il passaggio dal costume al singolo capo protagonista. È anche il modo più facile per avvicinarsi al vintage: basta trovare un buon pezzo, non un'intera epoca. Va detto che l'articolo viene dal blog di un marchio londinese di riproduzioni e retro, quindi punta naturalmente a quel marchio e a brand simili, e conviene tenerlo a mente. Resta comunque una mappa utile delle silhouette per decennio.
Fonte: Collectif London Blog
Gli anni Quaranta portano la struttura: vita segnata, cuciture a principessa, spalle definite ma non imbottite, e il tailleur con gonna in misti di lana, raso di cotone o tessuti tipo rayon. Gli anni Cinquanta sono indicati come il decennio di riferimento del 2026. Le silhouette fit-and-flare circolano dal New Look di Dior del 1947, e la variante attuale è una stampa vivace, con ciliegie, motivi tropicali o gatti, su una gonna ampia abbinata a un semplice top in maglia.
Gli anni Sessanta si vedono in chiave mod: abiti a trapezio, color blocking, colletti a contrasto, bottoni decorativi oversize, orli sopra il ginocchio con collant coprenti. Gli anni Settanta guardano al boho: pantaloni a gamba larga, camoscio, camicette stile prairie e abiti midi in senape, verde oliva, ruggine e crema. L'articolo dice che l'atmosfera è più vicina a Laurel Canyon che allo Studio 54, con una piccola vena romantico-medievale di bustier lacciati e maniche a campana.
In passerella, gli anni Ottanta sono la grande storia della primavera 2026: spalle importanti, blazer oversize e toni gioiello, con Chloé, Schiaparelli ed Elie Saab citate da Parigi. Gli anni Novanta rispondono con minimalismo, slip dress e linee pulite nei neutri. Un consiglio di styling che ho apprezzato è abbinare una canotta di seta in stile anni Novanta a un cardigan dal taglio anni Cinquanta.
Personalmente trovo più interessante il passaggio dal costume al singolo capo protagonista. È anche il modo più facile per avvicinarsi al vintage: basta trovare un buon pezzo, non un'intera epoca. Va detto che l'articolo viene dal blog di un marchio londinese di riproduzioni e retro, quindi punta naturalmente a quel marchio e a brand simili, e conviene tenerlo a mente. Resta comunque una mappa utile delle silhouette per decennio.
Fonte: Collectif London Blog
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