Orologi vintage

Perché il Vacheron Constantin 222 si chiama proprio 222?

La risposta alla domanda sul nome del Vacheron Constantin 222 è un semplice calcolo. L'orologio fu lanciato nel 1977, e Vacheron Constantin fa risalire la propria fondazione al 1755. La differenza è di 222 anni, quindi l'orologio fu realizzato per celebrare il 222° anniversario della maison e ne prese il numero come nome.

La maison considera il 1755 come anno di nascita, quando Jean-Marc Vacheron firmò a Ginevra il contratto di apprendista orologiaio. Per questo è spesso definita la più antica manifattura orologiera al mondo in attività continua. Molti credono che il 222 sia stato disegnato da Gérald Genta, ma non è così. Il designer fu Jörg Hysek, che all'uscita dell'orologio aveva 24 anni. Aveva lavorato per un periodo nel reparto design di Rolex prima di mettersi in proprio.

La prima versione, la referenza 44018, aveva un diametro di 37 mm ed è chiamata «Jumbo» dai collezionisti. La cassa era realizzata in un unico pezzo, quindi il movimento veniva inserito dall'alto e si avvitava una lunetta fortemente godronata, con una resistenza all'acqua di 120 metri. L'intera cassa era alta solo 7 mm.

La sottigliezza nasce dal movimento. Vacheron Constantin usò il calibro 1120, un'evoluzione dell'automatico ultrapiatto 920 di Jaeger-LeCoultre, che con la data misura 3,05 mm e che, secondo la maison, era il movimento automatico a rotore integrale più sottile del mondo. Il bracciale, con grandi maglie centrali esagonali e la croce di Malta alle cinque, lo rende facile da riconoscere.

Dal 2022 l'orologio è disponibile come riedizione Historiques 222, prima in oro giallo e dal 2025 anche in acciaio. Mi piace che un nome che sembra un codice modello sia in realtà un augurio di compleanno, ed è un buon promemoria del fatto che le storie dietro agli orologi vintage sono spesso più divertenti di quanto si pensi.

Fonte: Klockfeber

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