Acquascaping e pesci

CO2 fai da te, semi-professionale o in bombola: quale sceglie per l'acquario piantumato?

Scegliere il sistema di CO2 è una delle prime decisioni difficili quando si allestisce un acquario piantumato, e ho trovato una guida che lo riassume bene. Distingue tre livelli: fai da te, semiprofessionale e professionale.

Il fai da te, con lievito e zucchero oppure con acido citrico e bicarbonato, è economico e facile da montare, per questo è il più diffuso tra chi comincia. Lo svantaggio è che non si può spegnere prima della fine del fotoperiodo, quindi funziona anche di notte, quando le piante non lo utilizzano. Il semiprofessionale aggiunge una valvola solenoide, un timer e un contabolle: si accende e si spegne da solo e il gas dura quasi il doppio, anche se bisogna preparare di nuovo la miscela ogni volta che si esaurisce. Il sistema in bombola è il più sicuro e automatizzato e, a seconda delle dimensioni della vasca, può durare circa un anno, ma il costo è alto, quindi non è la scelta migliore per chi sta iniziando.

La parte che mi ha colpito di più riguarda la «CO2 liquida». Secondo la guida, questi prodotti contengono glutaraldeide, che i batteri del filtro e del fondo scompongono liberando pochissimo carbonio organico, tra il 5 e il 10 per cento di quello che darebbe un vero sistema a gas. Il loro effetto reale è quello di un alghicida, utile in applicazioni localizzate con una siringa su alghe come quelle a pennello o a corno di cervo.

La mia opinione: partire con qualcosa di semplice e risparmiare per un sistema in bombola mi sembra una strada sensata, così come diffidare delle promesse facili.

Fonte: Acuarios Plantados

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